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Pantheon
E' chiamato così perché era dedicato alle sette divinità planetarie da
cui il nome greco di Pantheon, "di tutti gli dei". Fu restaurato da
Domiziano ed è giunto a noi quasi integro nella ricostruzione eseguita
da Adriano nel 130 d.C. Nel 609 il tempio fu donato dall'imperatore
Foca a papa Bonifacio IV e fu trasformato in chiesa, cosa che favorì la
sua ottima conservazione fino ai giorni nostri. Quasi tutto
quello che vi si può ammirare risale ad epoca romana: la cupola alta
43,4 m è paragonabile alla cupola di San Pietro ma è stata costruita
più di mille anni prima il magnifico portale in bronzo le colonne di
granito del pronao alte 14 metri. L'interno presenta una pianta
circolare caratterizzato dalla maestosità della cupola a cassettoni.
L'unica apertura è al centro, un grande oculos circolare di 9 metri di
diametro che da luce all'interno e come sbocco al fumo dei fuochi
sacrificali. Ogni anno, alle 12 del 21 giugno, solstizio
d'estate, il raggio di sole che attraversa l'oculos investe il
visitatore e crea un effetto luminoso che esalta la grandiosità e
l'armonia del monumento. Nelle cappelle dell'interno si trovano
distribuite numerose opere d'arte; vi sono le tombe dei reali d'Italia,
realizzate da Baldassarre Peruzzi e la tomba di Raffaello. Colosseo
Forse è il monumento antico di Roma più conosciuto. Deve il suo nome al
Colosso, gigantesca statua bronzea (circa 35 metri) di Nerone, che
troneggiava accanto all'anfiteatro dal lato di via dei Fori Imperiali.
La costruzione del Colosseo ebbe inizio ad opera dell'imperatore
Vespasiano nel 72 a.C. e terminata sotto il principato di Tito, figlio
di Vespasiano, nell'80 d.C.. La cerimonia di inaugurazione durò per
cento giorni. Nella grandiosa struttura del Colosseo (vi trovavano
posto, tra i 40.000 e gli 85.000 spettatori) si svolgevano spettacoli
con gladiatori (munera) e cacce di animali feroci (venationes).
Contrariamente a quanto si crede, non furono mai martirizzati i
cristiani. Ulteriori interventi di restauro e rifacimenti veri
e propri si susseguirono nel tempo, anche a seguito di incendi,
terremoti ed allagamenti, fino al termine della sua utilizzazione con
il regno di Teodorico, nel VI secolo d.C.. Dopo lunghi secoli di oblio
e di degrado, nel corso dei quali venne utilizzato come cava per
materiali da costruzione, il Colosseo fu sottoposto sulla fine del XIX
secolo ad un'opera di recupero dalla fitta vegetazione che lo
ricopriva. Domus Aurea
La
Domus Aurea sorse sulle ceneri del terribile incendio del 64 d.C., che
distrusse gran parte della città di Roma ai tempi di Nerone. La fastosa
residenza dell'imperatore venne ad occupare quasi tutto il centro di
Roma, cancellando case e edifici pubblici, in un'area di circa ottanta
ettari, compresa tra il Palatino, l'Esquilino, l'Oppio e il Celio,
includendo in essa un lago vasto "quasi come un mare" e "edifici grandi
come città". Alla morte di Nerone, i suoi successori,
desiderosi di liberarsi di un'eredità cosi scomoda ed impopolare,
restituirono all'uso pubblico l'area occupata dalla gigantesca e
irriverente reggia: distrutte le costruzioni del Palatino e della valle
compresa tra l'Oppio e il Celio, iniziarono la costruzione del
Colosseo, nello spazio in precedenza occupato dallo stagnum Neronis. Il
padiglione del colle Oppio sopravvisse al rinnovamento urbanistico fino
al 104 d.C., quando inziarono i lavori per la realizzazione delle Terme
di Traiano. Sulle rovine delle Terme di Traiano sorsero nel medioevo
orti e vigne. La riscoperta della Domus Aurea avvenne
casualmente alla fine del Quattrocento per opera di curiosi e di
appassionati di antichità che, calandosi dall'alto nelle grotte ancora
interrate, iniziarono a copiare i motivi decorativi delle volte.
Artisti famosissimi, come Raffaello, Pinturicchio, Ghirlandaio, le cui
firme sono visibili, trassero ispirazione dalle pitture e dagli stucchi
neroniani per decorare i Palazzi Vaticani, Castel Sant'Angelo, Villa
Madama. Nel 1506, nello scavare in una vigna del colle Oppio, venne
disseppellito il gruppo del Laocoonte, una delle opere scultoree più
famose dell'antichità. Gli affreschi, che ricoprono intere
pareti dei corridoi e degli ambienti di passaggio, ispirati alle
scenografie teatrali, scandiscono le pareti con esili e finte
architetture, popolate da figure e animali fantastici. I restauri
compiuti hanno documentato un uso abbondante della foglia d'oro e
confermato l'uso delle gemme e delle pietre preziose. Lunghezza originaria del padiglione del colle Oppio m 370 Stanze individuate dagli scavi 150 Stanze ancora interrate 15 Stanze non raggiungibili 8 Superficie attuale del padiglione del colle Oppio mq 10.000 Altezza media delle volte m 10 Terme di Caracalla
Il grande complesso termale, costruito da Caracalla tra il 212 ed il
217 d.C. circa, è molto ben conservato in buona parte della sua
struttura. Le Terme di Caracalla potevano ospitare più di 1500 persone
ed erano costituite da una serie di ambienti diversi: il "laconicum"
(bagno turco); il "calidarium", per le abluzioni in acqua calda; il
"tepidarium", più temperato; il "frigidarium" ed infine la "natatio",
una grande piscina all'aperto. Le terme ospitavano anche palestre per
l'esercizio fisico, giardini, biblioteche e varie sale accessorie. Si
trattava insomma di un vero e proprio centro di cultura e di svago per
il tempo libero. Nel corso di varie epoche, i diversi scavi
avvenuti all'interno delle terme hanno portato alla luce numerose opere
d'arte, come le tre sculture Farnese (il Toro, la Flora e l'Ercole),
visibili al Museo Nazionale di Napoli; le due vasche di granito che
oggi si trovano in Piazza Farnese; il Mosaico con Atleti, conservato
nel Museo Lateranense. Le Terme di Caracalla rimasero attive
per circa 300 anni, fino a quando i Goti, nel 537 d.C., non distrussero
gli impianti idrici. Attualmente, il suggestivo scenario delle Terme
viene utilizzato d'estate per la messa in scena all'aperto di opere
liriche e concerti. Fori Imperiali
Il
complesso monumentale comprende oltre al Museo dei Fori Imperiali,
ubicato all'interno dei Mercati di Traiano, anche le aree archeologiche
all'aperto, sia quelle scavate fino agli anni '30 del '900. sia quelle
oggetto di nuovi scavi e appena conclusi. Il complesso si articola
intorno a una antica strada romana (la via Biberatica), sulla quale si
aprono numerose tabernae, mentre verso il Foro si affaccia una grande
esedra, separata da esso da una strada e da un grande muraglione in
blocchi di peperino. Il nome Mercati di Traiano, con il quale il
complesso è noto, è moderno, e non se ne conosce né il nome antico né
l'originaria funzione. E' un percorso di visita integrato che
permette ai visitatori di mettere in relazione i resti degli edifici
antichi, visibili nelle aree all'aperto, e i frammenti architettonici e
scultorei della loro decorazione, allestiti e ricomposti nelle zone
espositive. L'esposizione dei materiali nel Museo è stata
pensata suddivisa sui diversi livelli degli edifici dei Mercati di
Traiano, e articolata in sezioni per ognuno dei cinque complessi
forensi: Foro di Cesare, Foro di Augusto, Tempio della Pace, Foro di
Nerva e Foro di Traiano. Castel Sant'Angelo
Costruito
dall'imperatore Adriano (117-138) insieme all'antistante ponte Elio,
come mausoleo per sé e per i suoi successori, fu completato da Antonino
Pio nel 139. Nel 271 la mole venne incorporata nel sistema difensivo
progettato da Aureliano: perse la funzione sepolcrale e acquistò quella
di fortezza. Nel 1277 divenne proprietà del Vaticano, furono aggiunti
gli appartamenti pontifici e da allora è stato utilizzato come luogo di
rifugio di papi e di prigione. Per renderlo più sicuro fu costruito il
"passetto", un lungo corridoio fortificato che lo unisce ai Palazzi
Vaticani. L'Angelo di bronzo del XVIII secolo che da il nome
al castello scaturisce da una antica leggenda che risale alla terribile
peste del 590. Secondo la storia la peste terminò grazie
all'apparizione di un angelo che si posò sopra il mausoleo e fece il
gesto di riporre la spada nel fodero a simbolo della grazia concessa.
All'interno è possibile vedere collezioni d'armi, dipinti, sculture, e
memorie della storia del castello. Da vedere la stufa di papa Clemente
VII. Il Castello è strutturato in cinque piani: I Piano
da cui parte la famosa rampa elicoidale lunga 125 metri che conduce
alla cella sepolcrale dove erano conservate le ceneri dei successori di
Adriano. II Piano (o piano delle prigioni) con le celle per i prigionieri e le stanze dove erano conservati grano e olio. III Piano (o piano militare) con due grandi cortili contenenti cataste di palle di cannone e modellini del castello nelle varie epoche. IV Piano
(o piano papale) con la loggia di Giulio II, del Bramante e gli
appartamenti papali, affrescati da Giulio Romano, Perin del Vaga e
altri artisti della scuola di Raffaello. V Piano con una grande terrazza, dominata da un Arcangelo in bronzo, da cui si gode un bellissimo panorama della città. Fontana di Trevi
Fontana mostra dell'Acqua Vergine condotta a Roma nel 19 A.C. da Marco
Vipsiano Agrippa per alimentare le terme da lui costruite al Pantheon.
L'acqua venne denominata Vergine in omaggio ad una fanciulla che
avrebbe indicato la sorgente ai soldati assetati. Nel 1453 papa Nicolò
V fece erigere una fontana da Giovan Battista Alberti nella località
detta "dello Trejo" e nel corso degli anni divenne Trevi. La fontana
era un momento importante per la città che tornava ad avere acqua di
sorgente dopo aver utilizzato per secoli l'acqua del Tevere. Tre secoli
dopo papa Clemente XII decise di sostituirla e indisse un concorso
invitando i migliori artisti del suo tempo a partecipare. Lo scopo era
quello di ornare Roma di un'opera grandiosa e di fornirla di maggiore
quantità d'acqua potabile. Fra i bozzetti fu scelto quello del romano
Nicolò Salvi. La costruzione della fontana durò 23 anni e coprì tutto
il lato di Palazzo Poli. Fontana di Trevi ha nel mezzo un arco
trionfale sormontato da un attico sul quale sovrasta lo stemma di
Clemente XII. Al centro di una base rocciosa si erge la statua di
"Oceano" sopra un carro a conchiglia trainato da due cavalli marini
guidati da tritoni. I cavalli rappresentano il mare agitato e calmo. Le
due statue ai lati di Oceano rappresentano la Salubrità e la Prosperità
chiara allusione agli effetti benefici di un'acqua pura. I
bassorilievi sovrastanti ricordano l'approvazione del progetto
dell'acquedotto di Agrippa e la leggenda della vergine che indica la
sorgente ai romani. Nella vasca che rappresenta il mare, i turisti
gettano una moneta per assicurarsi il ritorno a Roma. Un altro rito
romantico è legato alla fontanella sul lato sinistro chiamata
"fontanina degli innamorati". Secondo la leggenda le coppie che bevono
a questa fontanella hanno il privilegio di restare sempre fedeli. Piazza di Spagna
Per
godere il colpo di scena della piazza, bisogna arrivarci da via
Condotti partendo da via del Corso: è questo l'unico accesso che
consente la visione globale della piazza ma soprattutto della sua
grande protagonista, la scalinata di Trinità dei Monti. Nel
1500 venne aperta via Condotti e il suo prolungamento, via Tomacelli
che mette direttamente in contatto piazza di Spagna con il Tevere e con
i traffici commerciali del fiume. Considerata la vicinanza della Porta
del Popolo, piazza di Spagna diventa un luogo di grande traffico,
frequentata da moltissimi stranieri. In alto sorgeva l'importante
chiesa della Trinità dei Monti, edificata per volere del re di Francia.
Era necessario dunque collegare piazza di Spagna in maniera adeguata
all'altura sovrastante da dove, fra l'altro, in caso di pioggia,
scendeva una grande quantità di fango. Esistevano due ripide
strade ma non erano carrozzabili. Pare che l'idea della scalinata sia
venuta al cardinale Mazzarino nel 1660 ma solo nel 1723 vengono
iniziati i lavori dall'architetto Francesco De Sanctis. La magnifica
scalinata è un capolavoro dell'arte barocca, espressione del movimento.
Per apprezzare in pieno l'intuizione creativa del progettista va detto
che i due luoghi che doveva collegare, il rettifilo di via Condotti e
la chiesa di Trinità dei Monti, non sono in asse fra di loro. E la
scalinata è orientata in maniera autonoma, leggermente ruotata rispetto
ad entrambi, collegandoli in maniera plastica, dolce. Questo il segreto
della sua bellezza. Piazza di Spagna è intimamente legata al
turismo fin dal 700. In questo periodo infatti, qui venivano
distribuite le prime guide turistiche: la zona era frequentata dai
viaggiatori che entravano a Roma da porta del Popolo; si trattava
spesso di artisti, poeti, intellettuali innamorati dell'Italia e
dell'archeologia, disciplina appena nata. Sulla piazza gravitava
inoltre tutta la vita intellettuale e artistica dei dintorni e i
viaggiatori potevano acquistare quadri e "vedute" di Roma che avrebbero
poi formato preziose collezioni private. Città del Vaticano
Il
Vaticano, oltre ad essere il centro della Chiesa Cattolica, è anche uno
Stato indipendente governato dal Papa; occupa il territorio compreso
fra piazza San Pietro, via di porta Angelica, piazza Risorgimento, via
Leone IV, viale Vaticano e via della Sagrestia. Fanno parte del
Vaticano altri edifici fra cui la basilica di San Giovanni in Laterano
e di Santa Maria Maggiore, il palazzo della Cancelleria a Campo dei
Fiori, i palazzi del Laterano, il palazzo di Castel Gandolfo. Lo stato
Vaticano è dotato di un proprio servizio postale; stampa un quotidiano,
l'Osservatore Romano; la Radio Vaticana fu allestita da Guglielmo
Marconi nel 1935 e trasmette in 35 lingue. Via della Conciliazione
- I lavori di demolizione della "Spina dei Borghi", l'insieme delle
case davanti alla piazza di San Pietro, cominciarono nel 1936. Tutte le
case vennero rase al suolo per consentire un accesso più facile ed una
vista monumentale della basilica fin dal lungotevere; 5.000 famiglie
vennero trasferite in periferia. Le chiese e i palazzi importanti
vennero "smontati" e posizionati in un contesto diverso. La strada fu
consegnata nel suo aspetto attuale solo nel 1950. Con la demolizione
della Spina dei Borghi è andato perduto, fra l'altro, il meraviglioso
effetto sorpresa che si provava arrivando a San Pietro dopo aver
percorso stradine e piazzette, quello che ancora succede per esempio a
fontana di Trevi. Piazza San Pietro - Lo
straordinario colonnato di forma circolare progettato da Gian Lorenzo
Bernini, è il simbolo più eloquente della Chiesa che apre le braccia
alla città e alla Cristianità tutta. Ma è anche il trionfo del Barocco,
dell'idea del continuo movimento e della costante metamorfosi che ne
sono i temi dominanti. Il colonnato è composto da quattro file di
colonne concentriche che sembrano chiudere visivamente la piazza al
resto del mondo, che costituiscono visivamente un recinto. In realtà il
colonnato è del tutto aperto e ci sono due punti segnati da pietre
bianche, il centro delle due ellissi, da cui è visibile tutta la
trasparenza della piazza. Basilica di San Pietro
- In questo luogo si trovava il circo di Nerone dove l'apostolo Pietro
subì il martirio; un gruppo di cristiani seppellì il suo corpo nella
vicina necropoli e sulla sua tomba sorse la prima basilica. Completata
nel 349, la basilica era a cinque navate, ricca di mosaici, di
affreschi e di opere d'arte. Ma agli inizi del 1500, dopo più di mille
anni, era talmente degradata che Giulio II decise di ricostruirla ex
novo e affidò i lavori al Bramante. La prima pietra della nuova
basilica di San Pietro fu posta nel 1506. Bramante morì pochi anni dopo
e Raffaello venne incaricato dei lavori. Si alternarono vari artisti,
tra cui Antonio da Sangallo il Giovane, finché nel 1546 subentrò
Michelangelo. Dopo la sua morte i lavori furono eseguiti dal Vignola e
infine da Maderno. La basilica fu consacrata nel 1626. Basilica di San Giovanni in Laterano
E'
la cattedrale di Roma, fondata da Costantino nel IV secolo. Fu più
volte distrutta e ricostruita. La basilica attuale risale al XII
secolo. Nel corso dei secoli numerosi pontefici vi aggiunsero ambienti,
decorazioni e opere d'arte. Una ristrutturazione interna fu curata dal
Borromini per conto di Innocenzo X in occasione del Giubileo del 1650.
La sua imponente facciata in travertino che domina piazza di Porta San
Giovanni fu costruita da Alessandro Galilei celebre architetto nel
1735. Pio IX e Leone XIII fecero eseguire da Virginio Vespignani lavori
di ricostruzione e di restauro nel presbiterio e nell'abside.
In alto sulla balaustra si ergono 15 statue di santi, dalle gigantesche
proporzioni (7 m), con al centro quella del Redentore. Nel portico di
sinistra si può ammirare la Statua di Costantino proveniente dalle
Terme Imperiali del Quirinale. La grande porta centrale di accesso alla
basilica presenta preziosi battenti in bronzo. L'ultima porta a destra
è la Porta Santa che, come a San Pietro, è aperta solo negli anni
giubilari. L'interno, a croce latina a cinque navate, è ampio e solenne
lungo ben 130 metri. Colpisce particolarmente il sontuoso soffitto
dorato e il bel pavimento di tipo cosmatesco. Nel fondo della
grandissima navata centrale, sotto il grande arco trionfale, emerge
l'altare papale, con l'imponente ed elegante tabernacolo risalente alla
seconda metà del trecento, nel quale si trovano affreschi attribuiti a
Barna da Siena. In esso sono custodite, in preziosi contenitori
d'argento, le reliquie delle teste di San Pietro e Paolo. Del grande
complesso di statue, monumenti e decorazioni, si ricorda (dietro il
primo pilastro di destra della navata intermedia) il sia pur
rimaneggiato frammento del celebre affresco di Giotto con la
raffigurazione di Bonifacio VIII che indice il Giubileo del 1300. Piazza Navona
Al centro della piazza la fontana magnifica dei quattro Fiumi,
realizzata da Gian Lorenzo Bernini e dedicata ai Quattro grandi fiumi
conosciuti: il Gange, il Danubio, il Rio della Plata, il Nilo. Di
quest'ultimo non erano state ancora scoperte le sorgenti e quindi la
statua ha il volto velato. La fontana però nasconde un'altra storia,
una "leggenda metropolitana" dell'epoca: è noto che Gian Lorenzo
Bernini aveva come rivale Francesco Borromini a cui venne affidata
contemporaneamente la realizzazione della facciata di S. Agnese in
Agone. Finalmente i due grandi architetti potevano misurarsi e lo
fecero a modo loro: la statua della fontana che guarda verso la chiesa
ha una mano alzata come a sostenerla poiché, secondo Bernini, sarebbe
certamente crollata; sulla facciata della chiesa, invece, c'è un Angelo
con la mano sul petto in atteggiamento di sufficienza come a rispondere
"non mi curo di te". Basilica di Santa Maria Maggiore
La
basilica fu eretta nel IV secolo ma ha subito nel corso degli anni
numerosi interventi e rifacimenti. L'edificio presenta così diversi
stili architettonici, attuati nella sua storia secolare. Sorge
nell'omonima piazza e la sua edificazione è legata ad un sogno che papa
Liberio ebbe la notte del 5 agosto del 356: la Vergine lo invitava a
costruire una chiesa sul luogo dove la mattina seguente avrebbe trovato
la neve. Il miracolo si avverò e il giorno dopo sul luogo dove si trova
oggi la basilica, nevicò. Il campanile costruito nel 1375-76
in stile romanico è il più alto di Roma (circa 75 m). L'interno, unico
tra quelli delle basiliche patriarcali, ha conservato un aspetto
abbastanza vicino a quello originale. Con i suoi 86 m di lunghezza è
grandioso ed è diviso in tre navate da una serie di colonne monolitiche
sovrastate da capitelli ionici, che reggono direttamente la trabeazione
ornata da un fregio in mosaico del V secolo. Il soffitto a cassettoni,
attribuito a Giuliano da Sangallo, è adornato con l'emblema del toro di
Alessandro VI. Il pavimento cosmatesco è databile alla metà del XII
secolo. All'interno è possibile trovare pregevoli opere d'arte di molti
maestri italiani tra cui quelle di D. Fontana che realizzò la cappella
Sistina per conto di Sisto V. Campidoglio
E' significativo che, mentre il Tabularium guardava verso il Foro
Romano, la nuova piazza del Campidoglio, progettata da Michelangelo,
guarda esattamente dall'altra parte, verso l'ansa del fiume, verso la
nuova Roma del rinascimento e dei Papi. Il Campidoglio dopo le
invasioni barbariche era stato abbandonato e nel Medioevo era luogo di
pascolo. Ma già nel 12 secolo il popolo romano si riuniva sul colle per
prendere decisioni importanti. Nel 1143 dopo la ribellione ai Papi,
viene costituito un senato che si insedia sul Campidoglio: da questo
momento il colle sarà il centro della vita civile di Roma. Qui è stato
incoronato poeta Francesco Petrarca, nominato tribuno Cola di Rienzo
nel 1347, proclamata la Repubblica romana nel 1848 con Garibaldi e
Mazzini. Nella prima metà del 500 papa Paolo III affidò a Michelangelo
il compito di creare un complesso monumentale degno dell'importanza del
luogo: e fu la piazza del Campidoglio. A partire dal 1400 Roma
si arricchisce degli splendidi palazzi dei cardinali. Palazzo Venezia,
uno dei più antichi, è la residenza del cardinale veneziano Pietro
Bembo, diventato papa col nome di Paolo II. Fu la residenza preferita
dei papi per cento anni, mentre i palazzi vaticani erano un immenso
cantiere. Alla fine fu donato alla repubblica di Venezia, da cui il
nome, che installo i propri ambasciatori e ne mantenne il possesso fino
al 1797 quando la Serenissima venne conquistata da Napoleone e ceduta
all'Austria. Ai piedi del Campidoglio c'è il monumento a Vittorio
Emanuele, detto anche il Vittoriano. Si tratta di un monumento del
neo-classicismo ottocentesco, non molto amato dai romani, che contiene
una serie di interessanti musei. Bocca della Verità
La chiesa di Santa Maria in Cosmedin sorse nel sesto secolo sull'Ara
Massima di Ercole, i cui resti sono visibili nella cripta della chiesa,
e fu una delle importanti diaconie romane, una sorta di odierne
parrocchie che sostituirono le inefficienti istituzioni nell'assistenza
materiale e spirituale dei fedeli. La chiesa, dove ancora oggi si
officia con rito bizantino, è stata resa famosa dalla presenza
nell'atrio della Bocca della Verità, elemento assolutamente profano.
La scultura, in realtà un chiusino di età classica a forma di
mascherone di divinità fluviale, fu collocata in questa sede nel 1632.
La leggenda narra che l'acuta maschera mutilava i bugiardi che vi
avessero introdotto la mano. Sullo slargo, di fronte alla chiesa, sono
ancora in buone condizioni due templi che risalgono al II secolo a. C.
Il tempio rettangolare era dedicato a Portunus, divinità che proteggeva
il porto fluviale di Roma, mentre quello circolare era dedicato ad
Ercole Olivarius e fu offerto alla divinità da un mercante romano
arricchitosi con il commercio dell'olio. Il Palatino
Il
Palatino era la collina più idonea ad un insediamento umano. Vicina al
Tevere, ma non adiacente, controllava l'unico guado possibile quello a
valle dell'Isola Tiberina. La leggenda narra di un
antichissimo insediamento di greci dell'Arcadia di Evandro,
nascondendo, forse, una frequentazione di marinai e commercianti greci
nel sottostante Foro Boario. E ancora la leggenda vuole su questa
collina la casa di Romolo: una capanna situata nell'angolo sud ovest–
quello verso il fiume - dove scavi recenti hanno effettivamente
riportato alla luce resti di capanne. A questa collina sono legati i
riti e le feste più antiche, come ad esempio i Lupercalia, il rito
legato alla fertilità e alla leggenda della Lupa all'origine di Roma.
Sacerdoti vestiti con pelli caprine partendo dal santuario collocato ai
piedi della collina facevano il giro del colle frustrando chi gli
capitava a tiro, in particolare le donne. Fino a tutta l'epoca
imperiale la cerimonia del Trionfo vedrà il carro del trionfatore
partire dall'Ara Massima di Ercole, ai piedi del Palatino, percorrere
il Circo Massimo, per poi costeggiare la collina del Palatino e quindi
dirigersi attraverso il Foro Romano, al Campidoglio. In epoca
repubblicana il Palatino divenne il quartiere residenziale della classe
dirigente; resti di case, appartenenti a quest'epoca, sono stati
scoperti sotto i palazzi imperiali. Augusto, che era nato sul Palatino,
decise di abitarvi scegliendo il luogo più vicino alla casa di Romolo.
Dopo di lui sorgeranno qui i Palazzi di Tiberio, di Nerone e dei Flavi
e di Settimio Severo. Alla fine dell'età imperiale la collina era un
unico immenso edificio, così che il nome Palatium passò ad indicare il
palazzo per eccellenza, quello dell'imperatore e successivamente
diventò un nome comune diffuso in tutte le lingue europee. Villa Borghese and Gardens
La villa è la più nota a Roma sia per la notevole estensione sia per i
diversi accessi al centro della città. A volerne la costruzione tra il
Flaminio e i Parioli, area in cui sorgevano gli horti di Lucullo, fu il
cardinale Scipione Borghese agli inizi del XVII secolo. L'edificio
principale, ispirato al modello cinquecentesco, era ricoperto
all'esterno da antiche sculture, mentre il sobrio interno accoglieva
notevoli opere d'arte. All'inizio dell'800 il principe Camillo Borghese
allestì la collezione d' arte della famiglia nel Casino, oggi sede
della Galleria e del Museo Borghese. Ampliatasi verso il Muro
Torto, la villa fu rinnovata per seguire i canoni del giardino
all'inglese. Innumerevoli sono le bellezze degne di nota: i giardini
all'italiana vicino al Casino Borghese, al Casino della Meridiana e
intorno all'Uccelliera; viali e sentieri ornati di statue e fontane; il
Giardino del Lago così chiamato perché si estende intorno ad un
laghetto artificiale; sull'isoletta, un tempietto dedicato ad
Esculapio; una copia settecentesca dell'Arco di Settimio Severo. Uno
dei luoghi più noti della villa è Piazza di Siena, da sempre usata per
corse di cavalli e caroselli. Gli ingressi al parco pubblico
più noti sono: piazzale Flaminio, Porta Pinciana, i giardini del
Pincio, viale delle Belle Arti (accanto alla Galleria Nazionale d'Arte
Moderna). La villa ospita anche lo Zoo, istituito nel 1911.
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Ultimo aggiornamento ( sabato 10 novembre 2007 )
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